Nato in Argentina e oggi diffuso in tutta l’America Latina, in Spagna e Portogallo, il cafè cortado è molto amato anche a Cuba, dove è conosciuto come cortadito. La sua preparazione ha qualcosa di molto simile al caffè macchiato diffuso in Italia, ma con qualche piccola differenza. Scopriamola insieme.

 

Cafè cortado: che cos’è e come si prepara

 

Il café cortado è un caffè espresso allungato con una piccola quantità di latte per ridurre l’acidità del caffè.  In spagnolo cortar significa infatti tagliare, nel senso di mescolare insieme due ingredienti diversi. Mentre il caffè macchiato diffuso in Italia è un espresso che va servito con un goccio di schiuma di latte, il café cortado è un espresso a cui viene aggiunta una piccola quantità di latte proprio per ridurre l’acidità del caffè ed ottenere, così, una bevanda buona e gentile con lo stomaco.

 

Il café cortado, un vero caffè “latino”

 

In Argentina, il cortado è presente anche nella sua variante chiamata làgrima. Questa bevanda vede le quantità dei due ingredienti del cortado rovesciati, con un risultato simile ad un latte macchiato: la làgrima è quella di caffè nero versata all’interno del latte.

 

Dall’Argentina il modo di bere il café cortado si è esteso, per diventare un rito anche altrove.

 

A Cuba, per esempio, è conosciuto come cortadito e diventato famoso come alternativa al caffè cubano. In Catalogna o Spagna è chiamato café tallat, molto alla moda soprattutto a Barcellona. Dalla ricetta tradizionale, poi, sono nate tante altre diverse varianti. Come il cortado condensada, l’espresso a cui viene aggiunto una quantità di latte condensato invece che di latte fresco; e il leche y leche, l’espresso a cui si aggiungono latte condensato e crema di latte, per una versione più morbida e cremosa.