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Come riciclare i fondi di caffè: per giardino, casa e cosmesi

A cura del Team Lavazza Tempo di lettura: 7-8 minuti

Ogni giorno, nel mondo, si preparano miliardi di tazze di caffè. Ogni tazza lascia dietro di sé un residuo che spesso finisce nella spazzatura (o, peggio, nel lavandino): i fondi di caffè. Si tratta in realtà di un materiale organico con caratteristiche interessanti: consistenza granulosa, buon contenuto di azoto, lieve capacità abrasiva e potere assorbente. Può avere una seconda vita in numerosi ambiti, dal giardino alla casa e persino nella beauty routine.

In questo articolo trovate una guida completa, con dosi e procedimenti precisi, per riutilizzare i fondi di caffè in modo sicuro ed efficace, più un box dedicato ai falsi miti più diffusi sull'argomento.

Perché conviene riciclare i fondi di caffè

Dal punto di vista chimico, i fondi di caffè esausti contengono mediamente tra l'1% e il 2% di azoto, oltre a piccole quantità di fosforo, potassio, magnesio e altri micronutrienti. È proprio il buon contenuto di azoto a renderli un materiale organico utile per il compostaggio domestico. A questo si aggiunge una consistenza granulosa che li rende efficaci come agente abrasivo per le pulizie, e una capacità di assorbire gli odori che li rende utili in frigorifero o in armadio.

Come per qualsiasi materiale organico, l'efficacia dipende dalle quantità usate e dal contesto. Vediamo quali possono essere gli utilizzi più utili.

Giardinaggio: come usare i fondi di caffè per compost, concime e vasi

Nel compost: le proporzioni corrette

I fondi di caffè, nonostante il colore scuro, sono classificati nel compostaggio come materiale "verde" (azotato), non come materiale "bruno" (carbonioso): il loro rapporto carbonio/azoto (C/N) è di circa 20:1, molto vicino al rapporto ideale di un cumulo di compost equilibrato (25:1-30:1). In pratica funzionano da attivatore biologico, perché forniscono ai microrganismi l'azoto necessario per decomporre più rapidamente foglie secche, cartone e altri materiali "bruni".

Per un compost bilanciato è bene:

  • Alternare strati di fondi di caffè (materiale verde) con materiali bruni come foglie secche, cartone non patinato o paglia, in un rapporto di circa 1 parte di fondi per 2-3 parti di materiale bruno, in volume;
  • Evitare che i fondi di caffè superino il 20% circa del volume totale del cumulo: in quantità eccessive tendono a compattarsi, limitano l'ossigenazione e possono generare cattivi odori per fermentazione anaerobica;
  • Mescolare e arieggiare il cumulo regolarmente per favorire una decomposizione omogenea.

Una volta maturo, il compost va distribuito nel terreno: i fondi di caffè crudi, non compostati, rilasciano i nutrienti molto lentamente (possono richiedere diverse settimane o mesi di decomposizione) e in grandi quantità possono persino inibire la germinazione di alcuni semi, per la presenza residua di caffeina e composti polifenolici.

Come concime diretto: dosi e accortezze

Se preferite usare i fondi direttamente sul terreno, senza passare dal compost, la regola principale è la moderazione:

  • Farli sempre asciugare bene su un piatto o una superficie ventilata prima dell'uso, per evitare la formazione di muffe;
  • Distribuire 2-3 cucchiai per pianta, mescolati superficialmente al terriccio, ogni 2-3 settimane circa, evitando il contatto diretto con il fusto;
  • In alternativa, si può  preparare un concime liquido lasciando in infusione 2 cucchiai di fondi in un litro d'acqua per 24 ore, poi filtrando il liquido e usandolo per l'irrigazione;
  • Non superare mai uno strato di 1-2 cm se li distribuite in superficie: uno strato troppo spesso può ostacolare il passaggio di acqua e aria nel terreno.

Fondi di caffè e piante acidofile: cosa dicono davvero gli studi

È diffusa la convinzione che i fondi di caffè, essendo acidi, siano l'ideale per "acidificare" il terreno a beneficio di piante acidofile come ortensie, azalee, camelie e rododendri. La realtà, secondo le ricerche dell'Oregon State University Extension e di altri enti universitari di riferimento per l'orticoltura, è più articolata: il caffè in tazza è effettivamente acido (pH circa 4,5-5,5), ma durante la preparazione la maggior parte degli acidi passa nella bevanda. Il fondo che resta ha quindi un pH quasi neutro, generalmente compreso tra 6,5 e 6,8, e il suo effetto sull'acidità del terreno è minimo e temporaneo.

Questo non significa che i fondi di caffè siano inutili per queste piante: restano comunque un buon apporto di sostanza organica e di azoto a lento rilascio, utile a migliorare la struttura del terreno. Significa però che non bisogna affidarsi ad essi come unico metodo per abbassare il pH del suolo: se l'obiettivo è davvero acidificare il terreno per ortensie o azalee, gli esperti consigliano di misurare prima il pH del terreno e di intervenire, se necessario, con correttivi specifici come lo zolfo elementare, usando i fondi di caffè come integrazione organica complementare e non come soluzione principale.

Realizzare vasi e contenitori con i fondi di caffè

I fondi di caffè, una volta essiccati, possono essere pressati con uno stampo e una fonte di calore insieme ad altri materiali naturali (come fibre vegetali o argilla) per ottenere piccoli vasi e contenitori biodegradabili, con un aspetto simile a una superficie in pietra grezza. È un procedimento che richiede di individuare per tentativi la giusta proporzione tra fondi e legante, oltre a temperatura e pressione adeguate. Invece di coltivare le piante in ambienti artificiali, però, consente di realizzare dei vasi utilizzando materiali naturali al 100%.

Cura della casa: pulizia e neutralizzazione degli odori

Detergente abrasivo naturale per pentole e superfici

Mescolando fondi di caffè essiccati con un po' di sale fino e poco sapone neutro si ottiene una pasta abrasiva utile per pulire lavandini, piani cottura, pentole e griglie incrostate. Il potere abrasivo dei fondi è superiore a quello del bicarbonato di sodio, quindi sono particolarmente efficaci su superfici resistenti e incrostazioni di grasso.

Attenzione però alle superfici delicate o porose, come marmo non trattato, superfici in legno chiaro o materiali plastici chiari: i fondi di caffè possono lasciare macchie scure. Fate sempre una prova su una piccola area non visibile prima di procedere su tutta la superficie.

Assorbi-odori per frigorifero, congelatore e armadi

I fondi di caffè essiccati assorbono bene gli odori intensi e persistenti, come quelli di aglio, cipolla, pesce o muffa.

Per utilizzare i fondi di caffè come assorbi odori è necessario:

  1. Farli asciugare completamente su un piatto, vicino a una finestra o in una zona ventilata, per evitare la formazione di muffa (in genere bastano 24-48 ore, a seconda dell'umidità ambientale);
  2. Una volta asciutti, riporli in una ciotolina aperta oppure recuperate le capsule di caffè esauste (svuotate e lavate) come piccoli contenitori;
  3. Posizionare il contenitore in frigorifero, nel congelatore, in un armadio, in una scarpiera o in un ripostiglio;
  4. Sostituire i fondi ogni 2-3 settimane circa, quando perdono efficacia.

Inoltre, possono essere buoni alleati anche per le mani: basta strofinarle con un po' di fondi di caffè asciutti per eliminare l'odore di aglio o cipolla, poi risciacquare con acqua e sapone.

Falsi miti sui fondi di caffè da non seguire

Mito 1 — "Buttare i fondi di caffè nel lavandino aiuta a pulire lo scarico"

È uno dei consigli più diffusi e, in realtà, uno dei più rischiosi per le tubature. I fondi di caffè non si dissolvono in acqua: si tratta di un materiale granuloso che, soprattutto se entra in contatto con grassi e residui oleosi già presenti nello scarico, tende ad agglomerarsi in depositi compatti e appiccicosi lungo le pareti dei tubi. Con il tempo questi accumuli restringono il diametro utile delle tubature, fino a causare ostruzioni parziali o totali, anche in presenza di un trituratore di rifiuti, che non riesce a frantumarli a sufficienza. Il modo corretto per smaltirli è gettarli nel bidone dell'organico o riutilizzarli, mai versarli regolarmente nello scarico.

Mito 2 — "I fondi di caffè acidificano il terreno e bastano per le piante acidofile"

Come spiegato nel paragrafo dedicato al giardinaggio, il pH dei fondi di caffè esausti è quasi neutro (6,5-6,8) e il loro effetto acidificante sul terreno è minimo e di breve durata. Sono un buon apporto organico, non un correttivo di pH.

Mito 3 — "I fondi di caffè vanno usati appena fatti, freschi sono più efficaci"

È il contrario: i fondi appena estratti dalla moka o dalla macchina sono più umidi, più acidi e contengono ancora caffeina e tannini in concentrazione più alta, sostanze che in dosi elevate possono risultare fitotossiche per le piantine più giovani e favorire la formazione di muffe se riposti subito in un contenitore chiuso. Vanno sempre fatti asciugare e, se destinati al terreno, idealmente compostati prima dell'uso.

Mito 4 — "I fondi di caffè sono un repellente infallibile contro lumache e formiche"

Alcuni studi hanno osservato un effetto repellente della caffeina su questi animali, ma nelle concentrazioni usate nei test di laboratorio, molto più alte di quelle presenti nei fondi di caffè domestici. Nella pratica, l'effetto è modesto, temporaneo (la barriera si esaurisce con la pioggia o l'irrigazione) e non sostituisce metodi di protezione più efficaci.

Cosmesi naturale: scrub corpo e maschere viso ai fondi di caffè

I fondi di caffè hanno una consistenza granulosa che li rende adatti come agente di esfoliazione meccanica: aiutano a rimuovere le cellule morte dallo strato più superficiale della pelle, contribuendo a lasciarla più morbida al tatto. I fondi di caffè possono essere utilizzati per preparare scrub fatti in casa o maschere per il viso con ingredienti naturali, per una sensazione di pelle più morbida.

Scrub corpo naturale: la ricetta

Ingredienti per una preparazione media (corpo, una sola applicazione):

  • 2 cucchiai di fondi di caffè essiccati
  • 1 cucchiaio di olio vegetale (oliva, cocco o mandorle dolci)
  • 1 cucchiaio di miele

Procedimento:

  1. Mescolare gli ingredienti in una ciotolina fino a ottenere un composto omogeneo, della consistenza di una sabbia compatta e umida;
  2. Applicare il composto sulla pelle umida, idealmente sotto la doccia;
  3. Massaggiare con movimenti circolari per 2-3 minuti, senza esercitare troppa pressione;
  4. Risciacquare con acqua tiepida;
  5. Applicare una crema o un olio idratante per ripristinare il film idrolipidico della pelle, che l'esfoliazione potrebbe rimuovere insieme alle cellule morte.

Per una versione maggiormente esfoliante, si possono aggiungere 1-2 cucchiai di zucchero di canna; per una versione più delicata, da usare su zone sensibili (escluso il viso), è meglio ridurre la quantità di fondi e aumentare la parte di miele.

Frequenza consigliata: 1-2 volte a settimana, per evitare di indebolire la barriera cutanea con un utilizzo quotidiano.

Maschera viso esfoliante

Per il viso, dove la pelle è naturalmente più sottile e sensibile, è preferibile una grana più fine e quantità minori:

  • 1 cucchiaino di fondi di caffè essiccati
  • 1 cucchiaino di yogurt bianco intero (oppure miele)

Applicare sul viso detergendo prima la pelle, massaggiare con delicatezza evitando il contorno occhi, lasciare in posa 5-10 minuti e risciacquare con acqua tiepida.

È sempre importante fare una prova su una piccola area di pelle prima di applicare il prodotto su zone più estese, soprattutto su pelle sensibile o reattiva.
Inoltre, mai usare scrub o maschere ai fondi di caffè su pelle irritata, con ferite, scottature o dermatiti attive, oltre ad evitare in ogni caso il contatto con gli occhi.

Fondi di caffè ed economia circolare

Riutilizzare i fondi di caffè invece di gettarli è un gesto piccolo ma di grande forza, coerente con i principi dell'economia circolare: si tratta di prolungare il ciclo di vita di una risorsa naturale, consentendo di valorizzare un materiale residuo attraverso nuovi possibili utilizzi domestici.

Questo approccio è coerente con l’impegno del Gruppo Lavazza a promuovere un utilizzo più consapevole delle risorse lungo il ciclo di vita dei propri prodotti. In questa prospettiva,  anche il riutilizzo dei fondi di caffè rappresenta una modalità per valorizzare un materiale residuo attraverso nuovi impieghi in ambito domestico, contribuendo a una maggiore attenzione agli sprechi e all’uso efficiente delle risorse.

Domande frequenti sui fondi di caffè

Quanto durano i fondi di caffè essiccati?

Se conservati ben asciutti, in un contenitore aperto o leggermente traforato, in un luogo fresco e asciutto, si mantengono utilizzabili per diverse settimane. In un contenitore chiuso, soprattutto se non perfettamente asciutti, possono ammuffire in pochi giorni.

Posso congelare i fondi di caffè?

Sì. Se ne producete più di quanti riusciate a utilizzare nell'immediato, potete conservarli in un sacchetto per congelatore e scongelarli al bisogno, ad esempio prima di prepararne il compost o lo scrub.

I fondi di caffè vanno bene per tutte le piante?

No. Sono indicati soprattutto, in piccole quantità e meglio se compostati, per piante che tollerano un pH leggermente acido o neutro, come ortensie, azalee, mirtilli, rose e molte piante da orto (pomodori, spinaci). Sono invece da evitare per le piante che preferiscono terreni alcalini o aridi, come lavanda, rosmarino, salvia, molti cactus e succulente.

Quanti fondi di caffè posso mettere nel compost?

Come regola generale, non più del 20% circa del volume totale del cumulo, bilanciati con materiali bruni (foglie secche, cartone, paglia) in proporzione di circa 2-3 parti di bruno per 1 parte di fondi di caffè.

Posso usare le capsule di caffè esauste al posto dei fondi della moka?

Sì: una volta svuotate e pulite, le capsule in alluminio o in plastica possono essere riutilizzate come piccoli contenitori per gli stessi usi (assorbi-odori, ad esempio). Se sono compostabili, possono essere smaltite direttamente nell'organico insieme al loro contenuto, seguendo le indicazioni riportate sulla confezione.

I fondi di caffè sono adatti a tutti i tipi di pelle?

La maggior parte delle pelli tollera bene un'esfoliazione meccanica occasionale con i fondi di caffè, ma chi ha pelle molto sensibile, reattiva o soggetta a dermatiti dovrebbe procedere con cautela, facendo sempre un test su una piccola area e, in caso di dubbi, consultando un dermatologo.


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