Dove e quando nasce il bicerin?
A Torino, nel 1763, presso il caffè che porta ancora oggi il suo nome, in Piazza della Consolata. Nasce come evoluzione della bavarèisa, una bevanda settecentesca a base di caffè, cioccolato, latte e sciroppo.
Da dove deriva il nome "bicerin"?
Dal piemontese "bicchierino", in riferimento ai piccoli bicchieri di vetro senza manico in cui la bevanda viene tradizionalmente servita.
Perché il bicerin non va mai mescolato?
Perché la sua esperienza si basa sul contrasto tra i tre strati, non sulla loro uniformità: mescolandoli si perde lo sbalzo termico e la progressione di sapore che caratterizzano ogni sorso.
Qual è la differenza tra bicerin e marocchino?
Il bicerin è considerato uno degli antenati storici del marocchino, ma se ne distingue per la presenza della cioccolata come strato a sé, oltre a caffè e crema di latte, mentre il marocchino utilizza solo una spolverata di cacao.
Il bicerin è simile al mocaccino?
C'è una parentela storica, dato che entrambi condividono caffè, cioccolato e latte, ma nel mocaccino gli ingredienti vengono generalmente amalgamati insieme, mentre nel bicerin restano rigorosamente separati in tre strati distinti fino al momento dell'assaggio.
Si può preparare il bicerin senza panna?
Sì, sostituendola con latte intero ben freddo, leggermente montato: il risultato sarà leggermente più leggero rispetto alla versione con panna, ma la struttura a tre strati resta invariata.
Il bicerin si può fare vegano?
Sì, sostituendo il latte usato per il cioccolato con una bevanda vegetale come l'avena "barista" e la panna con una panna vegetale montabile a base di avena o soia, da preferire a quella di cocco per non alterare l'equilibrio dei sapori.