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DAVID LACHAPELLE
DAVID LACHAPELLE
“I BELIEVE IN A VISUAL LANGUAGE THAT SHOULD BE AS STRONG AS THE WRITTEN WORD.”
Realizzato alle Hawaii e affidato interamente alla poetica surrealista e ipermoderna di David LaChapelle, il Calendario Lavazza 2020 segna la terza collaborazione tra il “re della pop art contemporanea” e l’azienda torinese. Le strade del fotografo statunitense e di Lavazza si incontrano per la prima volta nel 2002 con il Calendario Espresso & Fun, l’edizione che ha segnato la svolta a colori del Calendario Lavazza. Dieci anni dopo, nel 2012, la seconda collaborazione: ancora una volta LaChapelle è uno dei principali autori di The Lavazzers, la ventesima edizione del Calendario che riuniva 12 maestri della fotografia.<br/><br/>Con l’ultima edizione del Calendario, Lavazza conferma ancora una volta il suo interesse per le arti visive e in particolare per la fotografia d’autore, nonché la sua forte sensibilità in difesa della natura.
Nato in Connecticut, classe 1963, David LaChapelle frequenta la North Carolina School of The Arts. Inizialmente iscritto al corso di pittura, sviluppa in seguito una tecnica fotografica in cui i negativi vengono dipinti a mano prima di trattare la pellicola in modo da sublimare lo spettro dei colori. All’età di 17 anni si trasferisce a New York. In seguito alla sua prima mostra fotografica alla Gallery 303, viene assunto da Andy Warhol per la rivista Interview Magazine. Grazie alla sua padronanza del colore, alla peculiarità compositiva e alla narrativa visionaria, LaChapelle inizia ad ampliare il concetto di fotografia. Dai tableau vivant fino ai ritratti e alle nature morte, le sue opere sfidano le tecniche fotografiche tradizionali e in poco tempo si affermano a livello internazionale. Il The New York Times nel 1991 profetizza:
“LaChapelle influenzerà sicuramente le opere di una nuova generazione... proprio come fece Avedon, precursore di ciò che oggi siamo abituati a vedere.”
— New York Times, 1991 —
Nei decenni a seguire LaChapelle diviene uno dei fotografi più pubblicati al mondo, con un’antologia che include titoli quali LaChapelle Land (1996), Hotel LaChapelle (1999), Heaven to Hell (2006), Lost & Found e Good News (2017). Parallelamente la sua arte si apre a video musicali, film e progetti teatrali. Il suo cortometraggio Rize, del 2005, é distribuito in 17 paesi. Molte delle sue opere fotografiche e cinematografiche diventano archetipi iconici dell’America del 21°secolo.
Negli ultimi 30 anni LaChapelle espone a livello internazionale in gallerie e musei, tra cui la National Portrait Gallery (Londra), il Musée de la Monnaie (Parigi), il Barbican Centre (Londra), il Victoria and Albert Museum (Londra), il Tel Aviv Museum of Art (Tel Aviv), il Musée D’Orsay (Parigi), il Groninger Museum (Paesi Bassi), il Palazzo delle Esposizioni (Roma), la National Portrait Gallery (Washington) e la Casa dei Tre Oci (Venezia). Il 2019 vede una sua importante personale a La Venaria Reale (Torino).
— 2002 —
ESPRESSO
AND FUN
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