La partnership con Save the Children



Lavazza collabora con Save the Children da più di 15 anni. Con una donazione complessiva di 3 milioni di euro, Lavazza ha sostenuto progetti in India, Costa d’Avorio, Myanmar e interventi di emergenza in Emilia Romagna e Nepal. In questo arco di tempo l’azienda ha lavorato insieme a Save the Children a due importanti progetti.



Combattere la malnutrizione con l’approccio dei 1000 giorni

Lavazza e Save the Children hanno lavorato a un progetto contro la mortalità infantile a Calcutta attraverso la prevenzione e il trattamento della malnutrizione, concentrandosi in particolare sui primi 1000 giorni di vita: questo periodo è fondamentale perché è l’arco temporale all’interno del quale si sviluppano le funzioni vitali e le facoltà motorie e cognitive dei bambini.

Il progetto ha permesso di coinvolgere:

  • 14.173

    minori

  • 60

    insegnanti

  • 5.719

    donne incinte o in fase di allattamento

  • 388

    operatori sanitari

Offrire nuove prospettive di vita agli adolescenti degli slum
Sono molti gli adolescenti che a Calcutta vivono negli slum, quartieri urbani malsani perché privi dei più basilari servizi igienici e sanitari. Lavazza e Save the Children si sono impegnati a creare opportunità per gli adolescenti più marginalizzati delle zone degradate, riscattandoli da situazioni di abuso e sfruttamento per inserirli nel mondo del lavoro in maniera sostenibile. Il progetto ha permesso di raggiungere oltre 101 adolescenti vulnerabili e offrire 240 ore di formazione e successivo supporto per l’inserimento nel mondo del lavoro.
Nel 2016 Lavazza e Save the Children hanno approfondito ulteriormente il loro legame attraverso la collaborazione sui Children Rights and Business Principles, le linee guida di supporto alle aziende per il rispetto e la promozione dei diritti dell’infanzia.

Lavazza ha deciso di andare oltre il classico rapporto tra Onlus e donatore per svolgere insieme a Save the Children un’attività continuativa capace di creare un progetto di sostenibilità sociale a lungo termine, anche attraverso lo sviluppo di buone pratiche di sostenibilità interne all’azienda.

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