Sono passati 51 anni dalla prima Giornata della Terra, che abbiamo celebrato lo scorso 22 aprile.
Nel 1970 non eravamo certo preparati come lo siamo oggi riguardo al cambiamento climatico, tuttavia in quell’occasione venne piantato un seme, di cui oggi stiamo curando i germogli.

Lavazza è impegnata da sempre per mettere al centro il benessere delle persone e dell’ambiente in cui viviamo, per questo ha partecipato a un summit dal titolo eloquente e affascinante, “Ricalcoliamo la nostra orbita”. L’evento ha avuto come focus il più grande tema del nostro tempo: crescere e prosperare in armonia con il nostro pianeta.

Noa Segre, Envisioner presso il campus milanese Talent Garden, ha moderato e diretto la tavola rotonda, che ha visto partecipare alcune delle maggiori aziende leader del settore agrifood: oltre a Lavazza, Riso Gallo, Mutti, Var Group, insieme ad Accenture ed Electrolux. In quest’occasione Veronica Rossi, Sustainability Manager Lavazza, ha illustrato i tanti progetti della Fondazione Lavazza a sostegno delle comunità locali e dei territori di coltivazione del caffè.

Ma qual è stato l’obiettivo principale del summit “Ricalcoliamo la nostra orbita”?
Trovare una risposta a un tema fondamentale: come possono le aziende migliorare le proprie catene di produzione in modo sostenibile. E ancora, come può ciascuno di noi diventare un consumatore più consapevole.
Per questo Lavazza ha partecipato con entusiasmo, perché mettere in discussione i propri modelli di business in chiave di sostenibilità è il primo passo per diventare un’azienda migliore e per lasciare ai nostri figli il miglior pianeta possibile. Noi possiamo fare qualcosa. I nostri progetti sono già molti, ma dobbiamo continuare ad alzare l’asticella.

Perché il vero rischio del cambiamento climatico non è sottovalutarlo, ma pensare che sia una novità da cavalcare, per poi guardarla eclissarsi come l’ultima novità.

Se ti sei perso l’appuntamento rivedilo ora qui