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EXPLORE THE NEW HUMANITY

Artist

Stella Jean

Stella Jean

Fashion designer italiana, di origini haitiane.

Stella Jean è una stilista italiana. Riconosciuta come la prima stilista italiana di colore. Alla base del suo lavoro c’è il multiculturalismo applicato alla moda etica, che si traduce in una fusione culturale della sua identità “métisse”. Il suo lavoro spesso unisce la sartoria italiana classica alle identità stilistiche di culture diverse. Stella Jean ha creato un modello di business e una piattaforma di sviluppo sostenibile: "Laboratorio delle Nazioni". Nel 2019 è stata definita dal New York Times come la più convincente tra tutti gli stilisti New Gen di Milano.

La nuova Umanità è qui da secoli.
— Stella Jean

La multiculturalità ha una formula: "immunità di gregge"

Trasformare le speranze in concretezza

Port-au-Prince, aprile 2020
Oggi le mie artigiane sono riuscite, nonostante la situazione di allerta nel paese, a completare il dipinto naïf, che diventerà la stampa principale della collezione.
Jocelyne, la coordinatrice, ieri sera a cena, mi ha chiesto due giorni aggiuntivi, in modo da preparare due alternative, e garantirsi che una sarà sicuramente scelta.

Trasformare le speranze in concretezza

Jocelyne non si risparmia mai, sa che questa è un’occasione per portare il bello ed il buono di Haiti nel mondo e soprattutto per trasformare belle speranze in lavoro concreto. Tre terremoti, due alluvioni e la pandemia in corso non sono riuscite ad addomesticarne la volontà.

Iniziamo oggi stesso, dal prossimo ‘straniero’ che incroceremo, un sorriso ed una frase che rappresentino un anticipo di gentilezza.
— Stella Jean
BEHIND THE SCENES

Stella Jean racconta la sua opera artistica per il progetto The New Humanity.

Ai due capi dell’oceano

Terni, giugno 2020
Le artigiane hanno ricevuto nel pomeriggio in Umbria la stoffa dipinta ad Haiti, e si sono tutte disposte in cerchio a distanza di sicurezza tra loro, intorno a questi metri di magia e cromie caraibiche, chiedendomi di parlargli di chi li aveva realizzati.
Ho fatto altro, ho chiamato le donne di Haiti, che hanno potuto conoscere via Facetime le loro omologhe italiane, che si apprestavano ad assemblare quei capolavori di stoffa.
Nel loro video lo sfondo era un‘imponente Flamboyant che faceva loro ombra dal momento che si trovavano in cortile per la pausa pranzo.

Donne situate ai lati opposti dell’oceano, che si sbirciavano incuriosite, unite in questo schermo a due piani.
L’emozione delle artigiane haitiane si confondeva con l’impaccio educato delle artigiane italiane, inizialmente non sapevano cosa dirsi, poi Ambra responsabile del versante Italiano prendendo coraggio ha deciso di rompere il silenzio, esprimendo la propria ammirazione per questa affascinante opera e garantendo a Jocelyne con la voce tremula e qualche scolastico strascico di francese, che avrebbero portato a termine il lavoro nel migliore dei modi.

In quel momento quelle due artigiane, che avrebbero avuto difficoltà anche solo a pronunciare i rispettivi nomi, hanno sintetizzato e siglato con uno sguardo l’incredibile alleanza delle donne atta a disfare il nodo dell’oppressione, questo tacito patto che sostiene dall’Esodo la nostra umanità. Così nonostante le migliaia di chilometri di distanza, l’una ha raccolto il testimone dall'altra, con il senso di responsabilità che l’ha spinta a confermarle che avrebbero svolto questo lavoro al meglio. Oltre la sfera economica, perché quell'oggetto avrebbe rappresentato la loro rivincita creativa, la reazione compatta ad un giogo millenario che non hanno bisogno di raccontare, lo si legge nelle pieghe delle loro mani, nella curva della loro schiena, nella fatica dei loro occhi.

La nuova Umanità è qui da secoli, ne sono evidente testimonianza i rivoluzionari gesti di consueta quotidianità e pacata ribellione di queste farfalle gialle che hanno trasformato ago e filo in strumenti di women empowerment, fino alle zone più remote del mondo dove l’indipendenza è una conquista dell’educazione.
Milioni di donne ogni giorno decidono di lavorare unite, con lo scopo comune di prendersi cura una dell’altra.
Sostenere queste battitrici libere della resistenza artigiana, significa salvaguardare un patrimonio culturale globale in via di estinzione.
Jocelyne e Ambra, sentinelle di pace in un’ideale Laboratorio delle Nazioni, che permea sulla dignità del lavoro, quale elemento imprescindibile a qualsiasi latitudine.
Tutti possiamo partecipare a questo esperimento; iniziamo oggi stesso, dal prossimo ‘straniero’ che incroceremo, un sorriso ed una frase che rappresentino un anticipo di gentilezza, che detonerà una catena virtuosa ad alto livello di contagio, sviluppando così un’immunità di gregge, che metterà in salvo tutti noi.

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