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    SDGs e Sviluppo Sostenibile in Italia
    Integrazione, universalità e partecipazione: i primi passi verso un futuro sostenibile

     

    Entro il 2030 gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dovranno essere realizzati a livello globale da tutti i paesi dell'ONU.

    Ogni paese del pianeta è chiamato a dare il suo contributo per rendere la terra un posto migliore.

     

    Lavazza, oltre a condurre un'analisi dei propri impatti sui diversi Obiettivi, ha deciso di aggiungere un 18esimo obiettivo ancora più ambizioso: il Goal Zero.

    Un programma di coinvolgimento dei propri stakeholder per diffondere la consapevolezza dei Global Goals e dei messaggi che essi portano con sé.

    VAI AL GOAL ZERO

    GOAL 1

    Sconfiggere la povertà

    Dopo l’aggravamento degli anni 2010-2014, la situazione rimane invariata. È peggiorata la povertà assoluta e relativa, nonché il numero di individui a bassa intensità lavorativa. Tuttavia, nell’ultimo biennio, si riduce la percentuale di persone che non possono permettersi di riscaldare adeguatamente la casa.

    Fonte: elaborazione ASviS su dati Istat, ISPRA e Eurostat

    GOAL 2

    Sconfiggere la fame 

    Tra il 2010 e il 2016 il sistema agroalimentare italiano migliora significativamente. Negli ultimi due anni la dinamica positiva è spiegata dalla diminuzione della popolazione sovrappeso, dall’aumento della produttività del lavoro delle aziende agricole e dall’espansione della superficie delle coltivazioni biologiche.

    Fonte: elaborazione ASviS su dati Istat, ISPRA e Eurostat

    GOAL 3

    Salute e benessere

    Migliora la salute degli italiani ma, secondo il Rapporto ASviS 2018, permangono critiche le disuguaglianze, la cultura della prevenzione, le disabilità e gli sprechi. Tra il 2010 e il 2016 la situazione migliora significativamente, grazie alla riduzione dei tassi di mortalità, degli incidenti stradali e della percentuale di parti cesarei.

    Fonte: elaborazione ASviS su dati Istat, ISPRA e Eurostat

    GOAL 4

    Istruzione di qualità

    Rispetto al 2015 è continuata a migliorare la quota di persone di 30-34 anni con titolo universitario e a diminuire il tasso di abbandono precoce del sistema di istruzione e formazione. Nonostante i miglioramenti, però, l’Italia continua a essere ancora molto lontana dagli standard dell’Ue.

    Fonte: elaborazione ASviS su dati Istat, ISPRA e Eurostat

    GOAL 5

    Parità di genere

    Migliorano le misure contro la violenza di genere, ma la partecipazione femminile agli organi decisionali rimane molto bassa rispetto alla media Ue. Il 2016 registra una diminuzione del rapporto tra i tassi di occupazione delle donne con figli in età prescolare e delle donne senza figli.

    Fonte: elaborazione ASviS su dati Istat, ISPRA e Eurostat

    GOAL 6

    Acqua pulita e servizi igienico-sanitari

    La tendenza positiva rilevata tra il 2010 e il 2014 appare legata alla riduzione delle famiglie che non si fidano di bere l’acqua del rubinetto, mentre il successivo peggioramento è determinato dalla diminuzione dell’efficienza delle reti di distribuzione dell’acqua potabile.

    Fonte: elaborazione ASviS su dati Istat, ISPRA e Eurostat

    GOAL 7

    Energia pulita e accessibile

    Nel mondo, ancora 1,1 miliardi di persone vivono senza corrente e 2,8 miliardi non hanno modo di cucinare in condizioni di pulizia. La crescita delle fonti rinnovabili in energia primaria ha portato la relativa quota dal 6-8% dei primi anni 2000 a poco meno del 20% nel 2016.

    Fonte: elaborazione ASviS su dati Istat, ISPRA e Eurostat

    GOAL 8

    Lavoro dignitoso e crescita economica

    Crescono occupazione e Pil pro-capite. Nel biennio 2014-2016 si osserva un lento recupero, trainato dall’aumento dell’occupazione. Il tasso di occupazione nel 2016 si è attestato al 57,2%.

    Fonte: elaborazione ASviS su dati Istat, ISPRA e Eurostat

    GOAL 9

    Imprese, innovazione e infrastrutture

    Tra il 2010 e il 2016 si registra una forte crescita. Migliorano significativamente gli indicatori relativi alla diffusione della banda larga tra le famiglie, l’uso di internet e l’incidenza dei lavoratori della conoscenza sull’occupazione totale. Inoltre, aumenta il valore aggiunto dell’industria manifatturiera.

    Fonte: elaborazione ASviS su dati Istat, ISPRA e Eurostat

    GOAL 10

    Ridurre le disuguaglianze

    Tra il 2010 e il 2016 la situazione peggiora significativamente. In Italia, il divario di reddito tra il 20% più ricco della popolazione e il 20% più povero è aumentato dal 5,4 del 2006-2007 al 6,3 del 2016, rispetto a una media europea del 5,2.

    Fonte: elaborazione ASviS su dati Istat, ISPRA e Eurostat

    GOAL 11

    Città e comunità sostenibili

    Secondo il Rapporto ASviS 2018, nonostante il peggioramento degli indicatori sulle città rispetto al 2010, ci sono segnali di crescita grazie al miglioramento delle abitazioni e della gestione dei rifiuti. In Italia, nel 2015 l’11,3% della popolazione soffriva di disagio abitativo nelle aree densamente popolate, contro una media Ue del 5,2%.

    Fonte: elaborazione ASviS su dati Istat, ISPRA e Eurostat

    GOAL 12

    Consumo e produzione responsabili

    Cresce la sensibilità ambientale verso modelli di produzione e consumo responsabili, ma serve più attenzione alla dimensione sociale. Tra il 2004 e il 2016, inoltre, la percentuale di raccolta differenziata cresce di oltre 30 punti percentuali, passando dal 22,7% al 52,5%.

    Fonte: elaborazione ASviS su dati Istat, ISPRA e Eurostat

    GOAL 13

    Lotta contro il cambiamento climatico

    L’indicatore composito del Goal 13 (gas serra totali secondo i conti delle emissioni atmosferiche) migliora fino al 2014 in gran parte a causa della riduzione delle emissioni indotta dalla crisi economica, per poi peggiorare leggermente nell’ultimo biennio in corrispondenza della ripresa del Pil. 

    Fonte: elaborazione ASviS su dati Istat, ISPRA e Eurostat

    GOAL 14

    Vita sott’acqua

    A seguito delle revisioni dei dati Istat di luglio, l’andamento elaborato dall’ASviS negli ultimi anni conferma un livello molto prossimo ai valori del 2010. Anche in Italia è il sovra-sfruttamento degli stock-ittici il principale problema, con una quota dell’88% nel 2014.

    Fonte: elaborazione ASviS su dati Istat, ISPRA e Eurostat

    GOAL 15

    Vita sulla terra

    Tra il 2010 e il 2015, la perdita annuale di aree forestali era meno della metà che nel 1990, ma la perdita di biodiversità continua a tassi allarmanti. Nel nostro Paese ancora gravano pesanti minacce sulle specie terrestri di vertebrati a rischio di estinzione.

    Fonte: elaborazione ASviS su dati Istat, ISPRA e Eurostat

    GOAL 16

    Pace, giustizia e istruzioni solide

    Per l’Italia si segnala che la situazione nel 2016, rispetto al 2010, è rimasta fondamentalmente statica. Si registra una tendenza negativa fino al 2014, seguita da un notevole miglioramento dovuto alla significativa riduzione della durata media dei procedimenti civili.

    Fonte: elaborazione ASviS su dati Istat, ISPRA e Eurostat

    GOAL 17

    Partnership per gli obiettivi

    Il Goal 17 registra un significativo aumento nel triennio 2014-2016, grazie all’incremento della quota dell’Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) sul reddito nazionale lordo. In Italia, l’obiettivo è ancora lontano e si attende l’approvazione della legge sul Commercio equo e solidale.

    Fonte: elaborazione ASviS su dati Istat, ISPRA e Eurostat

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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