L’estetica è da sempre fondamentale per Lavazza: sin dall’inizio l’azienda ha aperto un dialogo artistico con i massimi creativi italiani come Armando Testa, Marco Zanuso, Pininfarina. A questi si è poi aggiunta una nuova poliedrica generazione di architetti, tra cui Claudio Caramel, Karim Azzabi, Matteo Thun sino alla felice esperienza con il mostro sacro del food design Ferran Adrià.
E’ per portare avanti qusta tradizione artistica che nasce la nuova collezione di design per il settore della ristorazione; otto pezzi realizzati da un eterogeneo team di designer coordinati dal filosofo dell’architettura Virginio Briatore: Lorenzo Damiani, Ilaria Gibertini, Setsu eShinobu Ito, Alessandra Pasetti, Matteo Ragni, lo studio Virgola 3, Marco Zito.
La forma che ricorre in quasi tutti gli oggetti della collezione è quella del quadrato stondato: «La contrapposizione geometrica del quadrato e del cerchio rappresentano simbolicamente la razionalità, la passione e la loro convivenza , spiega Briatore. Questa forma in Giappone prende il nome di Yawa e si basa sulla compatibilità di due concetti opposti, che genera nuove possibilità e visioni»
Il risultato di questo lavoro collettivo è una serie di otto tipologie di oggetti di servizio, destinata ad arricchirsi presto di altre novità.




