La Chiesa dichiara il caffè la " bevanda del diavolo", finché nel '400 Papa Clemente VIII decide di santificarne l'uso. Nel '600 anche gli scienziati asseriscono che il caffè è un veleno, aggiungendo che "nel giorno del Giudizio Universale chi lo avrà bevuto uscirà dalla tomba nero come i fondi del caffè".
Nel '700 è re Gustavo III di Svezia che prova involontariamente al mondo
l'innocenza e l'innocuità di questa bevanda. Credendo sia veleno, il re firma una
condanna a morte da eseguirsi mediante somministrazione di caffè. Si racconta che, nonostante le
cospicue dosi, i due colpevoli vissero fino a più di ottanta anni.