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Agostino Buillas aveva davanti a sè un futuro radioso come sommelier, finchè non decide di approfondire l’altra sua passione, quella per la cucina. Nel 1996 entra così nel ristorante di famiglia, conferendo al Cafè Quinson un’impronta gastronomica estremamente rigorosa e contemporanea, al punto da meritare nel 2008 l’ambita Morgex (AO) stella Michelin.
Nato nel 1968 a Torino, Alfredo Russo scopre la passione per la cucina a soli 13 anni. Il suo percorso inizia con la scuola alberghiera e prosegue con la gavetta in tre ristoranti piemontesi stellati. Alla fine degli anni ‘90 arriva la vera svolta: Alfredo dà vita al Dolce Stil Novo di Ciriè e conquista la stella Michelin dopo appena tre anni. Miglior giovane cuoco del 2004 per la Guida dell’Espresso, in questi anni la professionalità di Alfredo è andata acquistando sempre maggiori riconoscimenti a livello nazionale e internazionale.
Antonino Cannavacciuolo, originario della penisola sorrentina, inizia la sua carriera nei classici ristoranti francesi a tre stelle. Antonino è figlio d’arte, per questo considera la professione dello chef come un’espressione della vita, e ogni singolo piatto come un’esperienza impossibile da replicare. Ogni ricetta creata nella sua cucina è un divenire di forme, gusti e colori mediterranei. Da nove anni Antonino gestisce Villa Crespi insieme alla moglie Cinzia Primatesta: un successo internazionale coronato dalle due stelle della Guida Michelin.
Pisaniello è uno chef autodidatta, con l’eccezionale dono di conferire alle proprie creazioni un’allure internazionale. Ma non solo. Nel 2010 Antonio Pisaniello ha ricevuto il premio Lavazza al Caffè dell’anno, segnalato dalla Guida L’espresso, per la particolare attenzione che ha riservato al caffè come parte integrante della sua proposta gastronomica e per la ricercatezza con cui lo offre.
La carriera di Cracco inizia nei laboratori dei migliori chef europei, prima con Gualtiero Marchesi a Milano, e poi con Alain Ducasse e Lucas Carton in Francia. Al rientro in Italia, dopo aver lasciato la propria impronta nell’Enoteca Pinchiorri di Firenze e nel Ristorante L’Albereta di Erbusco, diventa Chef Executive di Cracco Peck, la storica gastronomia milanese. Dal 2007 Carlo Cracco è l’unico proprietario del ristorante, che oggi vanta due prestigiose stelle Michelin.
L’istinto con cui Carlo Tanoni tratta il pesce è ben radicato nelle sue origini: nato in una famiglia di pescatori, il giovane Carlo cresce nel ristorante dei suoi genitori. Dopo aver maturato una grande esperienza nei luoghi sacri della cucina italiana, Carlo Tanoni arriva al Marco Polo, dove sta affermando la propria identità culinaria con grande successo.
Stefano Vicina in sala, Claudio Vicina e la moglie Anna in cucina: quello dei Vicina è un team affiatato, che eredita il valore di quattro generazioni di ristoratori. La loro esperienza inizia vent’anni fa a Borgofranco d’Ivrea nel ristorante di famiglia. Nel 2003 traslocano a Torino, e nel 2007 entrano nel progetto di Eataly, insieme a Guido Alciati. Claudio si esprime a nome di tutti. I segni distintivi della sua cucina sono: la precisione maniacale nella preparazione, l’estrema pulizia del gusto e la costante ricerca della perfezione.
Enrico Cerea, executive chef del ristorante, è il primogenito di Bruna e Vittorio. La passione lo ha contagiato a tal punto che ogni momento libero è diventato un pretesto per seguire, curiosare, studiare i segreti delle cucine di tutto il mondo. Sorretto da un grande talento, ha acquisito uno stile personalissimo, miscelando le ricette della cucina del papà Vittorio con la sensibilità e la tecnica appresa negli anni.
Claudio è uno sperimentatore, un puntiglioso professionista che, a partire dalla scuola alberghiera di Genova, realizza il suo personale sogno di alta ristorazione a Bergeggi, proprio nella sua terra natale. La sua filosofia in cucina è “fare senza strafare”: un fare rispettoso, che valorizza i sublimi prodotti della terra e del mare, senza denaturarli. Una cucina semplice e ricercata, armoniosa e mai banale che è un perenne tributo alla Liguria. E che si è meritata la stella Michelin.
Davide Odore inizia la sua carriera nelle cucine de Il Vicoletto di Alba. Dal novembre 2008 ha trasferito il ristorante Io e Luna dall’originario locale di Guarene all’attuale villa immersa nella campagna langarola.
Il curriculum di Oldani conta collaborazioni con tutti i più importanti chef internazionali. Ma la sfida lanciata da questo giovane chef milanese supera ogni altra considerazione: liberare l’alta cucina dai limiti imposti dal lusso, per onorare nel modo più autentico il sapere del cuoco e il sapore del cibo. E Oldani ci riesce in modo sublime, ogni giorno al D’O. Inoltre, da alcuni anni questo chef collabora con Lavazza nel progetto Coffee Design.
La carriera di Crippa è una storia di successi. Dopo la collaborazione con alcuni dei più grandi chef europei, tra cui Michel Bras e Ferran Adria, Enrico Crippa si perfeziona in Giappone, prima con Gualtiero Marchesi a Kobe e poi presso il Rhiga Royal Hotel di Osaka. Tornato in Italia, nel 2003 inizia a progettare il Piazza Duomo insieme alla Famiglia Ceretto. è un altro successo, coronato nel 2010 dalla seconda stella Michelin.
Grintoso e determinato, Giovanni Grasso ha consacrato in breve tempo La Credenza, portandola ad essere una delle tavole tra le più brillanti, golose e promettenti d’Italia. Un successo di critica che ha ottenuto la prima stella Michelin sulla Guida Rossa dell’edizione 2007.
Giovane chef napoletano, Ilario Vinciguerra ha già una carriera ventennale alle spalle. E, soprattutto, ha un brillante futuro davanti a sè. Dopo aver affinato tecnica e creatività presso i più esclusivi ristoranti d’Europa, torna in Italia per avviare la propria attività. Oggi vanta una stella Michelin e un posto stabile tra i Jeunes Restaurateurs d’Europe.
Per fare avanguardia bisogna conoscere tutto e poi dimenticare tutto. Questa è la filosofia di Massimo Bottura, uno degli chef italiani entrato a far parte del gotha dell’alta cucina mondiale. Un’idea di ristorazione innovativa e vincente, come dimostrano gli innumerevoli premi e riconoscimenti ricevuti dal 2001 ad oggi.
Maurilio Garola raffina le proprie capacità culinarie nei migliori ristoranti piemontesi: dalla Vecchia Lanterna di Torino al Val Sangone di Giaveno. Infine si dedica al proprio progetto: La Ciau del Tornavento, il luogo in cui mette in pratica l’esperienza acquisita negli anni, dando vita ad un piccolo gioiello di alta ristorazione. Un successo assoluto, premiato con una stella Michelin.
Moreno Cedroni è uno dei più creativi chef internazionali. Dopo aver aperto un proprio ristorante, nel 1992 fa tesoro dell’esperienza vissuta da Ferran Adrià che gli apre nuove prospettive sulla preparazione e sulla decorazione dei piatti. Qui inizia l’ascesa verso il gotha della ristorazione. Attualmente Cedroni si occupa del rinomato ristorante la Madonnina del Pescatore a Senigallia, del Clandestino Susci Bar di Portonovo, della prima salumeria ittica Anikò. E ora anche del Ristorante Clandestino Milano.
Antonio e Nadia Santini, ora insieme al figlio Giovanni, sono partiti dalla tradizione di famiglia per costruire la loro filosofia gastronomica. Attraverso i contatti con chef italiani e internazionali le loro abilità si sono raffinate fino a raggiungere un nuovo equilibrio tra tradizione, creatività e qualità. Una ricerca eccezionale che è valutata dalla Guida Michelin con le prestigiose tre stelle.
Paolo Casagrande vanta un prestigioso curriculum presso i più rinomati ristoranti di Londra, Parigi e Madrid, oltre alla collaborazione con il famoso Chef Martin Berasategui. Oggi esprime tutto il suo talento nella direzione dei due prestigiosi ristoranti di Castadiva Resort.
Una carriera già brillante presso il ristorante La Smarrita di Torino, arriva alla sua massima espressione al Vintage 1997. Qui, insieme a Umberto Chiodi Latini, Consonni trova la sua strada artistica e la meritata stella Michelin.
Una passione precoce, coltivata all’intransigente scuola francese e una gavetta nei più rinomati ristoranti d’oltralpe. Stefano Borra esprime in cucina un’arte in equilibrio tra passione ed esattezza. Le sue creazioni, infatti, sono il frutto di intuizioni che nascono da una meticolosa ricerca, che comincia molto prima di entrare in cucina.
Genio indiscusso dello scenario gastronomico mondiale, Ferran Adrià inizia la propria carriera quasi per caso nei primi anni ‘80. Nel 1983 approda a elBulli dove darà vita ed espressione alla nuova avanguardia gastronomica attraverso la quale ha saputo reinventare il concetto di cibo, rendendolo una continua sorpresa. è considerato dal Time uno tra i cento personaggi più innovativi del proprio settore e la cucina di elBulli è stata premiata con tre prestigiose stelle Michelin.
Formatosi direttamente nella cucina del maestro Ferran Adrià, Raurich è uno dei più promettenti e creativi chef del panorama mondiale. Grande amante della cucina tradizionale asiatica, francese ed italiana, Albert Raurich a Los Palillos dà vita alla propria personale idea di cucina fusion. Assolutamente da provare.
Classe 1959, è uno chef catalano di fama internazionale, formatosi alla scuola della cucina tradizionale francese. Definisce il suo stile “neoclassico”: un approccio che con- tinua e reinterpreta la tradizione culinaria occidentale, in particolare quella francese, adattandola al palato e al lifestyle contemporaneo. Il risultato è un mix dalla forte personalità, in cui i protagonisti sono gli ingredienti sempre freschi e rigorosamente stagionali.
Grant comincia prestissimo la sua carriera nel ristorante dei genitori, in Michigan. L’esperienza continua nelle migliori cucine degli States, dal The French Laundry in California, fino al Trio di Chigago. Nome di spicco della Gastronomia Molecolare, nel 2005 Achatz dà vita al suo Alinea che nel 2010 è già Best Restaurant in North America.
David Chang è uno dei nomi più innovativi della cuci- na made in U.S.A. Dopo gli studi al French Culinary Institute, Chang apre nel 2003 il primo Noodle Bar nell’East Village. è solo l’inizio di un’ascesa rapidissima, che lo porterà ad ottenere i più importanti riconosci- menti internazionali: tra i tanti, le due stelle Michelin per il ristorante Momofuku Ko.
Nato in Giappone, Nobu lavora nei più importanti ristoranti di Tokyo finché, a 24 anni si trasferisce in Perù ed in seguito negli States. Dal suo arrivo a Los Angeles, il successo è inarrestabile: in buona parte è a lui che si deve la diffusione della cucina giapponese d’avanguardia in tutto il mondo. Tra i premi ricevuti da Nobu Matsuhisa, i più importanti sono quello della Japan Society per l’apporto offerto alla cultura gastronomica e le stelle Michelin attribuite ai suoi ristoranti di New York, Las Vegas e Londra.
Palmer è uno chef spettacolare, capace di infondere energia e carattere a tutte le sue creazioni, culinarie e imprenditoriali. Ideatore della Progressive American Cuisine, da sempre sostiene l’importanza di una cucina genuina che utilizzi ingredienti locali. Grazie ai suoi libri e alle numerose apparizioni TV, Palmer è una vera celebrità, anche grazie alle tre stelle Michelin attribuite al suo ristorante Aureole di Las Vegas.
Cuoco, viaggiatore e chef, Anthony Bourdain si è laure- ato al Culinary Institute of America. La sua formazione sul campo, nei ristoranti di tutto il mondo, gli ha per- messo di entrare in contatto con le tradizioni culinarie più estreme e di creare il proprio inconfondibile stile, fatto di curiosità e di semplicità. Bourdain è diventato celebre alla pubblicazione del libro Kitchen Confidential, il cinico resoconto di ciò che può accadere nelle cucine dei grandi ristoranti americani.